Tiri i fili attorno a Bo e scopri che tutto ha un nome: “Xianmu jidu hen”

Bo Xilai non compare in pubblico da quasi un mese, nemmeno sua moglie, Gu Kailai. Dicono che sono entrambi agli arresti domiciliari, su di lei pende un’accusa di omicidio per la quale rischia la pena di morte. La carriera dell’ex governatore del Chongqing, uno dei politici più famosi di Cina, uno con le idee chiare sulla trasformazione cinese (maoismo e anticorruzione, con un modello economico tutto stato e controllo, finora vincente), è finita qui: dopo essersi dimesso da governatore, ora è stato espulso dal partito.
12 APR 12
Ultimo aggiornamento: 13:43 | 11 AGO 20
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Bo Xilai non compare in pubblico da quasi un mese, nemmeno sua moglie, Gu Kailai. Dicono che sono entrambi agli arresti domiciliari, su di lei pende un’accusa di omicidio per la quale rischia la pena di morte. La carriera dell’ex governatore del Chongqing, uno dei politici più famosi di Cina, uno con le idee chiare sulla trasformazione cinese (maoismo e anticorruzione, con un modello economico tutto stato e controllo, finora vincente), è finita qui: dopo essersi dimesso da governatore, ora è stato espulso dal partito. Colpa di una moglie troppo ambiziosa? Secondo il Times, prima che partisse l’inchiesta contro Gu, a Xilai era stato offerto di divorziare, per cercare di salvare un minimo di reputazione. “Oggi l’opzione non è più disponibile”, dicono fonti cinesi, e i media ufficiali ribadiscono: “La Cina è un paese socialista governato secondo la legge. L’inviolabilità e l’autorità della legge non possono essere calpestate”. Chi ha sbagliato pagherà. Ma chi ha sbagliato?
Ci sono due questioni. Una riguarda l’omicidio di Neil Heywood, il cittadino britannico trovato morto in un albergo a Chongqing nel novembre scorso. Secondo l’accusa, sarebbe stato ucciso da due sicari mandati dalla signora Gu: i due sicari erano due inservienti a casa del governatore. Allora la questione fu risolta in fretta: Heywood è morto ubriaco e la cremazione frettolosa fugherà ogni dubbio. Heywood sarebbe invece stato avvelenato, in seguito a dissapori con la signora Gu, che riguardano “affari” e, soprattutto, il figlio Guagua. Heywood era considerato “la tata” della famiglia Bo: sposato con una cinese, si comportava come se fosse cinese anche lui (in versione bling bling: tutti citano la Jaguar con cui s’aggirava per Pechino come il suo segno distintivo) ma sfruttava le connection con l’occidente per aiutare il rampollo dei Bo, Guagua (un altro bling bling, il suo segno distintivo è una Ferrari), a frequentare le migliori scuole d’occidente. Nessuno ha mai creduto troppo ai racconti di Heywood perché, sostengono i maligni inglesi, è uno di quei rampolli cresciuti a Harrow, il college alter ego ribelle di Eton, noto perché sforna “bad guys” a volte geniali (tipo Churchill) ma spesso soltanto molto furbi. Ancora oggi non si sa se Heywood fosse una spia o un inglese con nostalgie imperiali o chissà che altro. Si sa che conosce la famiglia Bo da almeno dodici anni, e che a un certo punto i rapporti si sono raffreddati. La scena dopo è quella con il suo cadavere.
L’economia instabile
E’ facile pensare che il mondo di Bo, questo suo entourage poco sobrio che pure conviveva con la più grande forza di polizia anticorruzione messa in piedi nel paese (era questo il grande merito di Bo: una forza dell’ordine al limite della legge per combattere il nemico interno della crescita cinese: la corruzione), non piacesse al Politburo. L’espressione “xianmu jidu hen” indica quel misto di gelosia e odio che i cinesi provano per gli arricchiti che ostentano le loro fortune. Si sa che a Pechino ha un’unica priorità: la stabilità (l’imperativo è “wei wen”, mantenere la stabilità). Un’élite proveniente da una regione cinese economicamente rilevantissima (il Chongqing è la regione che più cresce in tutto il paese, al ritmo del 16,4 per cento annuo) così irriverente e fastidiosa deve aver scosso i già agitati cuori dei leader del Partito comunista. E’ un anno di trasformazione, questo, con il rinnovo dei vertici del partito a ottobre, e si moltiplicano i dati sull’instabilità economica del paese: l’inflazione è tornata a crescere (ora è al 3,6 per cento), le importazioni invece non sono così solide e domani saranno resi pubblici i dati sulla crescita relativi al primo trimestre, che secondo gli esperti sono in ribasso rispetto alle previsioni (il governo fissa al 7,5 per cento l’obiettivo annuale). Può in questo contesto emergere un leader così poco ordinario? Non può. Chiunque abbia avuto a che fare con la famiglia Bo ora è o in galera o “sparito”, dicono i resoconti raccolti dal Wall Street Journal, come il grande padrino di Xilai a Pechino. E’ l’epurazione di Zhou Yongkang, zar della sicurezza e uno dei nove membri del comitato che tutto decide sul futuro del partito, il pesce grosso di questo romanzo criminale. Zouh non compare in pubblico da tempo, ma questo non è rilevante: è sempre stato piuttosto invisibile. Ma secondo il Financial Times non compare perché non può: gli è stato detto di non farsi vedere. O forse è agli arresti domiciliari. L’accusa? Aver tentato un golpe, assieme al suo pupillo Bo Xilai.